giovedì 23 settembre 2010

La palla è in mano alle istituzioni

Dalle domande e dalla discussione che si sta creando noto con piacere che si sta alzando il livello di attenzione sulla vicenda Montagna. A questi punti penso che sia importante che qualcuno (forse il presidente Fidal?) che conosce le cose come veramente stanno si prenda la briga di fare un po' di chiarezza, anche a mezzo stampa, in modo che la "gente" sappia come dividere le responabilità della sitauzione che si è venuta a creare. Molti colpevolizzano la Marina che, a mio parere, è sì figura centrale ma con responsabilità marginali. Visto che io parlo a titolo personale e non sono parte in causa nelle diatribe di palazzo(se non per il fatto che sono un atleta che frequenta il campo), proverò, seguendo le mie convinzioni, a dare una "fantascientifica" spiegazione, pronto e felice di essere smentito in qualsiasi occasione (anche questo serve per la "discussione").
Per prima cosa penso che sia importante dire che la Marina gestisce un impianto che ogni anno costa tanti soldini come manutenzione(intorno ai 200mila euro?)e personale. Anche il ministero della Difesa, così come tutti gli altri dicasteri, negli ultimi anni ha subito tagli e le risorse, i cosiddetti budget, sono ridotti all'osso (lo dimostrerebbe anche la recente e continua riduzione di personale). Quindi è legittimo che la Marina, peraltro su indicazione del governo centrale, iniziando una sorta di riconversione (ahimè!) dell'impianto (che era stato costruito soprattutto per l'atletica) cerchi "ossigeno" dove lo può trovare, cioè da chi frequenta la struttura. Lo Spezia Calcio, anche in virtù della felice gestione Volpi, ha subito risposto presente è da lì è iniziato una sorta di accordo quasi privato tra le parti (e forse in questo frangente sono stati fatti un po' di pasticci), in virtù del quale l'atletica ha subito delle limitazioni. Ma il problema allora è lo Spezia? No. Allora, mi è stato chiesto, perché anche le società di atletica non si sono comportate allo stesso modo? La prima risposta che mi viene in mente è che una società, ad esempio, come il Favaro che conta 120/130 iscritti e che si rivolge in particolar modo ai master (cioè gente che lavora) come potrebbe permettersi di pagare per quei 10/12 fortunati atleti che, con gli orari in vigore, possono frequentare il Montagna? Il problema è che Comune, Provincia e Coni (tre dei 5 enti interessati anche dalla vecchia convenzione, in gran parte disattesa) che dovrebbero tutelarci come cittadini e come sportivi, hanno da tempo sul tavolo una bozza di convenzione stilata dalla Marina, la quale pare anche disponibile a "ritocchi", ma ad oggi non è ancora stata presa in considerazione. Perchè? Semplice, perché costerebbe. Probabilmente avrebbe un costo ridicolo rispetto ad altre voci di spesa pubblica, ma in ogni caso costerebbe anche se va ricordato che la Marina non vuole ottenere denaro, ma beni o servizi. Perchè allora la Marina, nel pomeriggio anzichè tenere aperto il campo dalle 14 alle 16 (periodo in cui i ragazzi delle scuole di atletica non possono per ovvi motivi frequentare) non apre dalle 16 alle 18? Sarebbero comunque le solite due ore. La mia spiegazione: perché gli addetti dovrebbero essere pagati in straordinario e forse anche perché la Marina vuole forzare un po' la mano a chi fa finta di niente. E ritorniamo a Comune, Provincia e Coni. Come vedete la "palla" è nelle loro mani.
L'unica cosa che mi auspico è che il 7 novembre, giorno in cui verrà disputata l'attesa gara che arriverà al Montagna, ci possa essere (lasciando da parte le polemiche) una larga partecipazione di tutti quelli che amano l'atletica e la corsa in generale e che questo possa, anche simbolicamente, rappresentare una sorta di trampolino di lancio per risolvere tutte le questioni. In fondo non serve molto. Come in tante altre circostanze basterebbe solo un po' di buona volontà. A meno che da parte di qualcuno non ci sia malafede, ovvero che la fine, in qualche segreta stanza, non sia già stata scritta.

5 commenti:

  1. Perfetto, direi...

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  2. Segnalo che gli orari di apertura sono nuovamente variati:
    la mattina dal lunedi al venerdi 8-12
    il pomeriggio dal lunedi al giovedi 14-17

    Resta invece invariato l'orario per i dipendenti militari e civili della M.M. e relativi familiari (solo se hanno fatto richiesta): la mattina dal lunedi al sabato 8-12, e il pomeriggio dal lunedi al venerdi 14-18.30

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  3. Se tu caro Riccardo avessi come unico momento per allenarti il pomeriggio e non il mattino come fai, forse tanto buonista nei confronti di chi lo gestisce non lo saresti...E' vergognoso che alcuni privileggiati possano usarlo fino alle 18.30 e noi no...Le Tasse le pago e con tali soldi ci pago il mantenimento della struttura e gli stipendi di chi ci lavora dentro...Se la Marina non e' in grado di gestirlo che lo dia in gestione...

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  4. claudio calabresi25 settembre 2010 23:28

    All'anonimo( potrebbe anche firmare)che accusa La Marina di non essere in grado di gestire il Campo,ribatto che secondo me potrebbe non essere cosi' e sarebbe interessante avere chiarimenti a proposito per sapere una volta per tutte di chi sia la colpa,
    Sta di fatto che danni esiste questo problema,che un campo per praticare sport c'è in tutte le citta' capoluogo di destra o di sinistra tranne La Spezia,persino in molti paesi.
    La responsabilita' principale per me ricade sull'assesorato allo sport che dovrebbe fare il possibilee non lofa.
    L'anonimo si lamenta di pagare le tasse,ma cosa ne pensa delle spese sostenute dal comune di La Spezia in iniziative discutibili .
    Claudio Calabresi

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